Come funziona la distribuzione dei libri in Italia? I libri sono una merce, degli oggetti fisici fatti per essere venduti. Quindi l’oggetto libro deve passare in qualche modo dalla sede della tipografia agli scaffali delle librerie. È per coprire questo tratto di strada che entra in gioco la figura del distributore, l’ente di terza parte che fa da ponte tra produzione e vendita.
Come funziona la distribuzione dei libri? Dalla tipografia al magazzino
Quando le copie di un libro sono stampate in tipografia, queste vengono prese in consegna da un distributore, che le trasporta in uno o più magazzini. Perciò, la distribuzione dei libri vera e propria, quella che termina in libreria, avviene solo in un secondo momento. Smistamento, preparazione pacchi e consegna sono responsabilità del distributore, che a volte deve ingegnarsi per rispettare i tempi e ottimizzare gli spazi. Il trasporto avviene solitamente tramite i cosiddetti bilici: camion più grossi di una motrice, ma più piccoli di un autotreno.

La distribuzione dei libri funziona su una rete che può essere più o meno ampia (locale o nazionale). Da questo punto di vista, l’Italia presenta un certo squilibrio verso il monopolio di pochi distributori “forti”, che operano sull’intero territorio. Tuttavia, non si tratta di caso unico. Negli U.S.A. e in Gran Bretagna, per esempio, il distributore Diamond ha da sempre il controllo assoluto sulla distribuzione di fumetti e graphic novel. Questo predominio è stato seriamente intaccato solo nel 2021, quando, a seguito della pandemia, la Marvel Comics ha firmato un contratto di distribuzione esclusiva con Penguin Random House.
Le caratteristiche del mercato librario e distributivo italiano
Per capire come funziona la distribuzione dei libri in Italia bisogna tener presente le caratteristiche del mercato. Il mercato librario italiano si regge in piedi grazie a pochi lettori forti, quelli che leggono un minimo di un libro al mese (12 libri all’anno). Gli editori, anche quelli di piccole e medie dimensioni, guadagnano aumentando il numero di copie prodotte. I librai hanno il diritto di reso, cioè possono mandare indietro (tramite il distributore) tuttie le copie invendute. In più, in questo caso ottengono dall’editore uno sconto sugli acquisti successivi. L’editore, sempre in questo caso, dovrà pagare il distributore per portare via i libri invenduti. E così il distributore guadagna sempre, a prescindere da domanda e offerta.
In effetti, per come funziona, la distribuzione dei libri è il settore più stabile del mercato editoriale. A meno di crisi particolari, come quella innescata dal Covid-19. Non essendoci librerie aperte a cui consegnare nuove pubblicazioni, anche la distribuzione ha dovuto rallentare. Non del tutto, però, grazie al mercato on-line, che anzi ne ha giovato.
Il distributore italiano più importante è senza dubbio Messaggerie Libri. È ben presente in tutto il paese grazie a un alto numero di reti promozionali e due centri logistici. Distribuisce i libri di oltre 600 editori, tra cui Adelphi, Laterza, Sellerio, Baldini+Castoldi. Può anche vantare una storia di un certo spessore. Nel 1914 è fondata la Società Generale delle Messaggerie Italiane di Giornali, Riviste e Libri, con sede a Bologna. Il 1980 vede la società cambiare nome in Messagerie Libri, che da allora ha vissuto una crescita più o meno ininterrotta. Nel 2015 si fonde con PDE distribuzioni e Gruppo Feltrinelli, diventando il più grande distributore italiano.
