Insieme all’estate eccoli, loro: gli esami di maturità 2023. Il 21 giugno la prima prova degli Esami di Stato, tracce che hanno scatenato riflessione e polemica. Il 22 è tempo del secondo scritto, diverso a seconda dell’indirizzo scolastico.

La maturità 2023: quale ruolo
Dal 21 giugno sono moltissimi i post sui social di chi ricorda gli Esami di Stato sostenuti nella propria giovinezza. Un cammino sul viale dei ricordi, sì, ma anche un modo per analizzare una società e i cambiamenti l’hanno attraversata proprio grazie alle riflessioni offerte dai temi durante la prima prova.
Ma qual è il ruolo degli esami di maturità? Prova spartiacque che segna la fine di un percorso scolastico durato una vita intera, gli Esami di Stato sono utili allo studente per comprendere la complessità degli studi affrontati, un imbuto in cui convogliare 13 anni di apprendimento e sfruttarli al meglio delle proprie possibilità.
Gli Esami di Stato rappresentano quel momento in cui da ragazzini si diventa giovani uomini e giovani donne fronteggiando prove dall’esito incerto. Ecco, forse al giorno d’oggi l’esito sarà meno incerto, ma di sicuro il confronto con l’estraneo è l’elemento costante nel tempo.
Esami di Stato 2023 e prove scritte
Hanno già creato discussione e polemica le tracce dei temi uscite in data 21 giugno 2023. Le analisi del testo hanno avuto al centro autori come Quasimodo e Moravia, che di norma all’ultimo anno di liceo sono quelle personalità rincorse per essere al pari con il programma.
Il testo argomentativo ha trattato altre personalità importanti e ciò che rappresentano: Chabod, Angela, Fallaci. Affrontare una traccia di questa portata denota una cultura personale dello studente davvero molto, molto matura, e c’è da chiedersi se questa ventata di contemporaneità non abbia escluso a prescindere una gran fetta di maturandi, forse non abbastanza preparati sulle informazioni richieste.
La lettera aperta al Ministro Bianchi sull’esame di maturità e un commento al testo di Belpoliti chiudono le proposte del tema di maturità 2023.
Nessuna di queste è una traccia semplice, come d’altro canto non sono semplici i tempi in cui vivono gli studenti. C’è da chiedersi se questo primo invito alla riflessione non segnerà un solco profondo tra la teoria dell’istruzione e dell’informazione generale che si fa nelle scuole e ciò che, invece, è la pratica affrontata nei temi degli Esami di Stato.

Il secondo giorno di prove
Matematica, latino, le lingue. Dopo il tema, si separano i percorsi dei maturandi, accomunati sempre dal primo, vero grande confronto della loro vita.
E poi gli orali: la tesina, l’argomento, la capacità tutta teatrale dello studente di mantenere dove vuole l’attenzione del suo uditorio, prevedere le domande e anche come potrebbe cambiare il discorso tra una materia e l’altra.
Non resta altro che augurare a tutti gli studenti d’Italia di viverli bene, questi esami di maturità 2023, di goderseli anche se fanno paura. Perché da quella paura, da quell’impresa, torneranno a casa eroi.