Oggi funziona così. «Hai preso l’ultimo libro di Michele Rech?» «No, perché? Chi è Michele Rech?» «Ma dai, è Zerocalcare!» «Aaaah, sì certo che l’ho preso.»
Blog & comics
Non funzionava così nel 2011, quando Zerocalcare inaugurò il suo blog. L’idea era comunicare con un pubblico più ampio di quello che aveva raggiunto fino a quel momento mediante la realizzazione di poster e volantini per gruppi musicali e piccoli eventi. All’epoca, alla domanda «Chi è Michele Rech?» probabilmente sapevano rispondere in pochi, ma la notorietà saprebbe arrivata in fretta. Anche perché, nello stesso anno, usciva il suo primo fumetto, La profezia dell’armadillo, subito molto apprezzato. Stile e contenuti sono maturi, Zerocalcare da un lato appartiene al filone underground ma dall’altro aspira a un pubblico più vasto. Il suo tratto è veloce ma leggibilissimo, per nulla autoreferenziale. Il suo impegno sociale e politico (intensificatosi, come lui stesso ha ricordato più volte, dopo il G8 di Genova del 2001) emerge ovunque ma senza fanatismi. Nei fumetti e nelle illustrazioni di Zerocalcare, l’espressione delle idee sposa il buon senso.

Chi è Michele Rech? Semplice: un artista
E come ogni artista, dà voce ad altri. A quelli della sua generazione, i nati degli anni Ottanta sballottati tra cambiamenti globali difficili da gestire. Quartieri che cambiano fisionomia, politiche del lavoro inadeguate all’evoluzione dei mercati, convivenza difficile tra generazioni. C’è la battuta, certamente, c’è il sorriso, ma servono a suscitare riflessione, sono uno strumento per arrivare oltre.
Divertente o malinconico, feroce o tenero, triste o passionale, Zerocalcare non manca mai di lasciare il segno. Ha la capacità di combinare l’estro creativo con un’analisi estremamente perspicace dei nostri tempi. È un fenomeno commerciale, ma non un prodotto dei social network: ritrae ambienti e sentimenti ignorati o respinti dalla comunicazione culturale nella sua forma ufficiale e abbozza un manifesto di generazione completamente libero da condizionamenti ideologici e deferenza verso il potere. Strisce, libri, murales, t-shirt e manifesti che hanno caratterizzato il suo sviluppo sono riusciti a superare il circuito chiuso e spesso autoreferenziale dell’espressione artistica per diventare, fumetto dopo fumetto, un museo di personaggi emblematici di una condizione sociale e di un cambiamento urbano.
Giovanna Melandri, a proposito della mostra di Zerocalcare ospitata nel 2018-2019 al MAXXI
Vicino e lontano
L’opera probabilmente più nota di Zerocalcare è Kobane Calling, uscita nel 2015 (prima su Internazionale, poi in volume), che racconta il viaggio dell’autore in Turchia, Siria e Iraq, documentando la resistenza della popolazione curda contro l’ISIS. Il risultato è una vivida descrizione della situazione delle famiglie, dei soldati e della popolazione locale, che sperano sempre in una vita migliore. Mentre, per uno sguardo più familiare, che parli di casa nostra nel periodo del lockdown, ci sono i cortometraggi di Rebibbia quarantine, doppiati da Zerocalcare stesso, che raccontano un quotidiano surreale. Ci chiedevamo chi è Michele Rech? Di sicuro, è uno che ci tiene a osservare e a capire il mondo. Vicino e lontano.
