Chi dà luce rischia il buio è il nuovo romanzo di Giulia Ciarapica, attesissimo seguito di Una volta è abbastanza, entrambi editi Rizzoli. Si ritorna a Casette d’Ete, nelle Marche tanto care all’autrice, si ritorna a guardare da vicino le vicende dei Verdini e della loro fabbrica di calzature, la Valens.
La trama
Ritornano le sorelle Annetta e Giuliana, ritornano gli spettri del passato e il nemico più temibile di tutti: il futuro, o meglio, il delicato passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Casette d’Ete, porto sicuro, paese in cui niente sembra mai dover cambiare, sembra improvvisamente troppo piccola. In Chi dà luce rischia il buio ricorre il tema di uno spazio che è necessario allargare in termini di orizzonti, e questo sia dal punto di vista famigliare, nelle esigenze delle giovani Bianca Maria e Giuliana, sia dal punto di vista industriale, con le prime rappresaglie da parte degli operai per ottenere la contrattualizzazione dei rapporti di lavoro.
Chi dà luce rischia il buio
È questo un titolo che si presta a diverse interpretazioni, prima e durante la lettura. Se sulle prime è possibile leggerlo come un adagio, poche parole con addosso il peso dell’avvertimento. Man mano che ci si inoltra nella narrazione, però, il titolo si pone come rivelatore, prepara chi legge a quel che sarà. E allora quel monito ecco che non ha più lo scopo di avvertire ma di informare. Muta nel tempo, così come la società rappresentata dalla Ciarapica. E, al centro di questi cambiamenti, ci sono loro: i Verdini.
Un discorso generazionale
I fatti narrati in Chi dà luce rischia il buio si svolgono in un momento storico particolare che vede l’avvicendarsi di due generazioni: quella cresciuta sotto le bombe della Seconda guerra mondiale, concentrata sulla sopravvivenza, e quella successiva che, nell’epoca del benessere, può soffermarsi ad ascoltare i propri bisogni. Ne nasce, spesso, un’incomunicabilità di fondo, espressa appieno nel rapporto tra Giuliana e le sue figlie, Bianca Maria e Gianna.
Giuliana, fin da ragazza, ha imparato a inghiottire le proprie necessità, puntare un obiettivo e perseguirlo. Costruisce, sì, ma non impara dal marito Valentino a godere di quello che ha costruito. Se questa può sembrare freddezza, di primo impatto, in un secondo momento si rivela per quella che è: una mancanza di strumenti che fa quasi male leggere, un’incapacità di comunicare che, invece di togliere spessore al personaggio, lo complica e lo rende affascinante.
Questo labirinto interiore di Giuliana viene messo in risalto specialmente se raffrontato alla limpidezza con cui le sue figlie vivono non soltanto la loro età ma anche il contatto con loro stesse. Bianca Maria e Gianna, negli anni – non senza sforzi – imparano ad ascoltarsi e a cercare un proprio ruolo non solo nell’universo privato che è la famiglia, ma anche e soprattutto fuori. Esprimono un bisogno: Casette d’Ete non basta più.

Un’ottica privilegiata
Ciò che è interessante e che spicca in Chi dà luce rischia il buio, al di là dei moti più intimi e famigliari dei Verdini, è il punto di vista degli imprenditori, raro da leggere quando si parla dei diritti dei lavoratori. Il movimento operaio descritto per ottenere il contratto nazionale e la violenza che ne è derivata vengono filtrati dagli occhi di Valentino e Giuliana. La coppia li vede quasi come un tradimento. Il momento di cesura in cui la fabbrica non è più una casa e un progetto comune ma diventa più semplicemente un lavoro da rendere a norma è qualcosa che non viene capito dagli imprenditori dell’epoca, forse proprio in virtù di un cambiamento che c’è, ma che non si riesce ad afferrare del tutto.
Perché leggere Chi dà luce rischia il buio
Leggere Chi dà luce rischia il buio è un atto necessario per comprendere la delicatezza dei momenti di passaggio. Quando si oltrepassa una soglia ci sono sempre un prima e un dopo. Ciò che accade durante è qualcosa che viene raccontato poi. Difficilmente è possibile viverlo, tenere stretto al cuore quel momento in cui tutto cambia. Questo spaccato famigliare diventa così un pezzo di storia in cui immergersi, non solo ricordi da conservare.
Se il libro ti ha incuriosito e vuoi saperne di più, vai sulla pagina Instagram di Other Souls per vedere la presentazione di Chi dà luce rischia il buio con Giulia Ciarapica!
